DIALOGO PLATONICO …

Shared by Max

Io gay no, però alle volte… ci somiglio proprio al MatteoBB

DIALOGO PLATONICO INTERIORE
– Senti parliamo della questione abbigliamento –
– Dobbiamo proprio? –
– Sì, dobbiamo. Ti rendi conto che stai usando gli stessi due paia di jeans da settembre? –
– E allora? Sono sempre puliti. Li alterno –
– Ma fanno schifo ormai! Uno ha gli orli tutti strappati e l’altro una macchia nera sotto la coscia destra… –
– Mi sono seduto su una chewing gum –
– Ecco, adesso vomito… –
– L’ho già lavato tre volte in lavatrice e non va via –
– A parte il fatto che il chewing gum non si laverà in lavatrice, non è questo il punto. Il punto è che la roba si consuma. Va sostituita –
– Sei un consumista –
– No, sei tu che hai dei problemi. Comprarsi dei vestiti nuovi è normale –
– Beh, io non ci riesco –
– Cosa vuol dire “Non ci riesco”? –
– Che non mi viene. Che appena metto piede in un negozio di abbigliamento provo una specie di vertigine, una repulsione all’acquisto e vado via –
– Lo vedi che hai dei problemi? –
– Ma no… Evidentemente di vestiti nuovi non ne ho bisogno –
– Ne hai un bisogno disperato. E poi, spiegami: a che cazzo serve essere gay se non hai un minimo di passione per la moda? –
– Sono un gay difettato –
– Discrediti una categoria –
– Ne sono consapevole, ma non posso farci niente –
– Potresti sforzarti, almeno. Lo sai che non hai una giacca? –
– Lo so –
– Che alla festa di fine produzione di Victor Victoria, in quella sala con chiosco all’aperto dove faceva un gran freddo malgrado fosse fine maggio, tutti i maschi avevano una giacca mente tu un giubbino imbottito sopra la camicia? –
– Lo so –
– Peraltro, ti ricordo, giubbino comprato in una bancarella a Napoli a nove euro –
– Era un saldo –
– Era un furto. Nove euro! Neanche in Bangladesh –
– Però mi teneva caldo –
– Cosa c’entra? Non era l’abbigliamento adatto –
– E chi lo dice? –
– Lo dice chiunque! Prova a chiedere –
– No, meglio di no –
– Quand’è l’ultima volta che hai comprato qualche capo d’abbigliamento? –
– L’altro ieri –
– Impossibile. Era domenica. I negozi erano chiusi –
– Ho comprato tre t-shirt al festival rock Mi Ami. Una col logo dei Perturbazione, una con il profilo di una cassetta dei My Awesone Mi… –
– Ancora bancarelle? Sei un caso irrecuperabile –
– Sono tre belle magliette –
– Non dubito. Ma, per esempio, una camicia? Un paio di pantaloni? –
– Mmmm… Non mi ricordo –
– Settimana scorsa, nel weekend a Londra, non sei entrato in nessun negozio? –
– Oh, sì, in un casino: ho preso nove libri, tre cd, delle riviste… –
– Di vestiti, intendevo. VE-STI-TI –
– Ah. Beh, sì, un paio –
– E cosa hai comprato? –
– Io niente. Però Alberto una camicia mezze maniche e dei pantaloni, mi pare –
– Tu non hai provato nulla? Anche solo per curiosità? –
– Avevo già il trolley pieno, con tutti quei libri. Non ci stava altra roba –
– Hai la casa piena di libri. Straborda di libri. Non avrai mai il tempo di leggerli tutti e in compenso l’armadio è mezzo vuoto –
– Ho i vestiti estivi dell’anno scorso –
– I vestiti estivi che portavi l’anno scorso. Che sono gli stessi di quello prima. E quello prima. E… –
– Piantala! –
– Mi prometti che in settimana almeno un altro paio di jeans lo compri? –
– Non prometto niente –
– Ci rinuncio –

Pubblicato da matteobblog | Commenti

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