È la presenza

Shared by Max

Eh… La scrittura in assenza sarebbe una roba bella ad essere capaci di farla…

L’altro giorno ci chiedevamo, con la mia compare, quale fosse la differenza tra lo scrivere su un blog e lo scrivere dei racconti, e io pensavo che l’approccio che si ha leggendo, e scrivendo, un blog è molto diverso da quello che si ha nel leggere, o scrivere, dei racconti. Nel blog c’è sempre questo rapporto tra lo scrivente e il lettore, e hai l’impressione che chi scrive stia parlando proprio a te: ti sembra che ci sia un rapporto personale tra te e la persona che sta scrivendo, e, anche se non sai assolutamente chi sia, ti sembra di vederla, mentre scrive al suo computerino, e ti racconta le cose che gli capitano, le sue opinioni, o chissà cosa. Invece in un racconto, dicevo io, secondo me l’autore deve sparire, il racconto deve reggere di per sé, e l’immagine che ti fai dell’altro, dello scrivente, che secondo me necessariamente ti fai leggendo un blog, non deve assolutamente sussistere. Ecco, è forse questo che voglio dire: è la presenza la differenza: in un blog si deve avvertire la presenza dell’autore, mentre in un racconto no. Poi non so, magari son vaccate che m’invento io, però secondo me è così. Ed è anche per questo che i blog narrativi, in generale, sulla carta, non funzionano.

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