Grillo, il Web libero e il sapere iniziatico [gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/]

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Ecco una posizione che condivido su Beppe Grillo. Che purtroppo spesso ci si dimentica di differenziare dai Grillini (per quanto dogmatici alcuni di loro possano essere…).
Come diceva Giovanni Lindo Ferretti “Non far di me un megafono, mi incepperò”.
Insomma, in sintesi: fosse per me terrei i Grillini e butterei Beppe Grillo.

[…] Ovviamente, mi viene il dubbio che Grillo voglia proprio questo, perché più arretrato e antiweb è il Paese più la ragione sociale della sua esistenza politica e del suo movimento ne ha da guadagnare. In altri termini, forse a Grillo la Rete va benissimo così com’è – piena di lacci, censure e burocrazie – in modo da poterne trarre consenso politico continuando a salire sui palchi a gridare contro l’arretratezza e le censure in questione.

O forse il fondatore del Movimento Cinque Stelle si rifiuta di firmare solo perché l’iniziativa non viene da lui, come già accaduto altre volte. Certo, anche questa sarebbe una ‘logica proprietaria’ e anti-sharing della politica che non ha molto a che vedere con la migliore cultura della Rete.

Chissà.

Forse ha ragione quella mia amica – grillina della prima ora e già candidata del Cinque Stelle – che l’altro giorno a cena con amici mi spiegava come, paradossalmente, quello di Grillo sia un movimento che per ora contiene il meglio e il peggio dell’Italia e degli italiani, mescolati, e che si tratta di far prevalere il meglio. Ecco, però a far prevalere il meglio probabilmente dovrebbe pensare anche il suo leader, visto che lo ascoltano molto.

Comunque io ci ho provato e ci riproverò, a costo di beccarmi anche oggi la consueta sequela di improperi.

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