I padrini dell’antipolitica [Gilioli]

Shared by Max

Dobbiamo riuscire a far cambiare la percezione pubblica, a far capire che ciò che ora chiamiamo “politica” è in realtà la vera “anti-politica”…
Dobbiamo, uno alla volta, convincerli tutti. Poi le cose succederanno.

Eh sì, «al premier qualcosa si deve».

Lo ha detto, con il suo consueto realismo, il leader della Lega Umberto Bossi spiegando perché digerirà anche il Lodo Alfano allargato, quello che estende l’impunità ai reati commessi prima dell’insediamento.

«Qualcosa si deve» è una frase splendida, perché rivela come Bossi sappia benissimo, in coscienza, che il Lodo Alfano è una norma tutta ad personas per Silvio e i suoi cari – Brancher in testa – altro che interesse pubblico.

Bossi lo sa, e su questo la pensa esattamente come Di Pietro o Pancho Pardi: è una legge salvacondotto, che mette alcuni cittadini al di sopra degli altri rendendoli impunibili.

E però la voterà lo stesso, perché per Bossi la politica è, più che mediazione, proprio compravendita: e quindi chissenefrega se il premier è un delinquente impunito e impunibile, l’importante è che in cambio di questa sua impunità mi dia quel che m’interessa.

Si lamentano dell’antipolitica, ma cosa c’è che allontana di più dalla politica di questa sua riduzione a mercimonio puro, privo di uno straccio non dico di etica, ma almeno di pudore e coscienza?

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