Una bella dormita

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Se metteva nel programma elettorale che sconfiggeva la calvizie almeno era più credibile

Sabato scorso Silvio Berlusconi ha pronunciato le parole che potete ascoltare nello spezzone di comizio qui sopra. Si tratta di frasi sconsiderate che nessun politico pronuncerebbe mai, un accostamento agghiacciante, nel tentativo elementare e mercantile di intercettare a qualsiasi costo l’interesse dei cittadini. Una specie di “aboliremo l’ICI all’ennesima potenza, suggerita da un piazzista delle parole o da un ghost writer in crisi etilica. Negli ultimi 50 anni la tempistica della sconfitta del cancro è stata riproposta più e più volte ed i proclami degli esperti cominciavano sempre con frasi del tipo: “Mi auguro che nel giro dei prossimi 10 anni…”. Puntualmente simili previsioni si sono rivelate sbagliate. Nonostante gli sforzi mondiali, nonostante i miglioramenti registrati. Mai la politica aveva ritenuto di farsi carico di un peso simile, sempre che simili farneticazioni possano in qualche maniera essere ricondotte ad atti politici. L’ideazione senile di Berlusconi sfugge ad ogni complessità: tutto è possibile, ogni traguardo è a portata di mano, l’ottimismo è il motore del mondo. Come diceva brutalmente Jannacci nei suoi concerti qualche decennio fa ci sono quelli che pensano che con una bella dormita passi tutto, anche il cancro. Io per la serata di oggi avrei progetti meno impegnativi: mi accontenterei che con una bella dormita passasse Berlusconi. Nel senso che se ne andasse, definitivamente, e non mi costringesse ancora ad ascoltare frasi del genere. Sono ottimista, in fondo.

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