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  1. Bucare una rete Wi-Fi protetta con Ubuntu usando Reaver [http://www.bufferoverflow.it]

    domenica 8 gennaio 2012

    In caso servisse…

    Fino a qualche giorno fa l’arsenale di chi voleva bucare una rete WiFi protetta era limitato alla suite aircrack-ng che da poco ho scoperto essere stata eliminata dai repository di Debian e Ubuntu 12.04. Lo scenario è cambiato con l’arrivo di Reaver, programma che sfrutta delle vulnerabilità nel protocollo WiFi Protected Setup WPS effettuando un brute force che consente di recuperare la password WPA/WPA2 in poche ore.

    via Bucare una rete Wi-Fi protetta con Ubuntu usando Reaver.


  2. Paolo Nori e Bukowski [maisuccesso.tumblr.com]

    mercoledì 4 gennaio 2012

    Certo che quando si incontrano due idoli…


    Un tumblr, che se ne sentiva il bisogno, eh. • Paolo Nori, Le cose non sono le cose
    .


  3. Si scoprono i mandanti (o quantomeno i beneficiari) del raid fascista/juventino al campo rom della Continassa? [www.enrico-sola.com]

    giovedì 15 dicembre 2011

    Enrico, che di cose torinesi se ne intende, cita un post di Riccardo Caldara (dirigente settore supporti all’informazione e alla comunicazione del comune di Torino, in pratica il portavoce del Sindaco Fassino) con alcune sorprese sui fatti di Torino di sabato scorso.

    “A quanto dice il post di Caldara, l’area su cui c’era il campo rom è assegnata alla juventus s.p.a., che ha un grande piano di ristrutturazione dell’area (che comprende anche la costruzione della propria nuova sede in loco). Non c’è da sorprendersi, quindi, che il raid che ha dato fuoco a roulotte, baracche e tende (fortunatamente abbandonate in tempo dai rom) sia stato compiuto da ultras della juve: oltre al razzismo e alla violenza, che sono di casa tra la tifoseria organizzata bianconera, evidentemente rischia di esserci anche qualche motivo in più.”

    via » Si scoprono i mandanti (o quantomeno i beneficiari) del raid fascista/juventino al campo rom della Continassa? Suzukimaruti.


  4. La fiera delle ingiustizie

    mercoledì 14 dicembre 2011

    La vera ingiustizia non è la morte di un ragazzo di vent’anni schiacciato sotto un ammasso di tubi di acciaio, ma che questa morte sia stata ieri sulle prime pagine di tutti i giornali.
    O meglio, che tutte le altre morti sul lavoro non occupino lo stesso spazio. O almeno una frazione significativa di esso.

    Prova a proporre una spiegazione Michele Boroni:

    Le parole che Jovanotti ha pubblicato sulla sua pagina Facebook (le trovate anche qui) sulla morte di Francesco Pinna sono chiare e sincere.

    Ho frequentato per anni da vicino le produzioni dei concerti ed è un mondo di grandi professionalità e di continui controlli. Controlli e sicurezza che spesso non vedo nei mille cantieri in giro per le città.

    Poi, certo, questo è una società celebrity based: quando un evento, luttuoso o virtuoso che sia, si incrocia con un celeb ecco che allora diventa notizia, e tutti ne parlano.

    Le celebrità sono i media più efficaci. La cassa di risonanza più performante.

    Ma il problema resta, anzi è più grande di quanto si possa pensare.

    Per questo vorrei rivolgere un pensiero anche ai 1.110 morti quest’anno sul lavoro.

    1.110 è un numero spaventoso, ancor più rapportandolo al numero di fan o partecipanti a pagine o gruppi su Facebook dedicati a Francesco Pinna: 6.301.


  5. On the impracticality of a cheeseburger. [www.waldo.jaquith.org]

    lunedì 12 dicembre 2011

    Interessante riflessione “laica” sul cibo, sul cibo “industriale, sulle sue differenze e sui suoi perché.

    There’s some fundamental good in eating honestly, I think. Of knowing where your food comes from—raising it yourself, when you can—and trying to eat foods that could theoretically have existed a century ago. But you can’t take that but so far, or else the whole thing breaks down. As Carl Sagan wrote in Cosmos, “If you wish to make an apple pie from scratch, you must first invent the universe.”

    via Waldo Jaquith – On the impracticality of a cheeseburger..


  6. Di quelle idee che bisognerebbe copiare

    mercoledì 7 dicembre 2011

    Un’esperienza di socialità e di collaborazione che sta gradualmente diffondendosi anche nelle nostre città: ecco cosa sono gli orti e giardini condivisi, degli appezzamenti di terreno spesso lasciati incolti e abbandonati per anni, che riprendono vita e tornano ad essere produttivi e rigogliosi grazie all’iniziativa spontanea dei cittadini.A differenza dei “tradizionali” giardini pubblici, gli orti e giardini condivisi vedono i cittadini protagonisti in prima persona: non solo nella veste di fruitori ma, soprattutto, in quella di creatori e di gestori. Il comune denominatore di queste iniziative è pertanto il loro indubbio valore sociale, che si concretizza nellacreazione autogestita di un nuovo spazio pubblico aperto a tutti, con il risultato di far entrare le persone in contatto tra loro e di favorire la collaborazione, il dialogo, lo sviluppo di attività all’aperto e il perseguimento di obiettivi condivisi. Nella realtà spesso dispersiva e anonima di una grande città, dove capita di conoscersi appena pur abitando a pochi metri gli uni dagli altri, non si tratta di un fatto di poco conto. Tanto più che la condivisione di uno spazio verde permette di riscoprire pratiche ambientali ed economiche improntate alla sostenibilità e al rispetto della natura.

    via Zappata Romana: orti e giardini condivisi della capitale. Intervista ai promotori, Luca DEusebio e Silvia Cioli.


  7. National Geographic Photo Contest 2011 [http://www.boston.com/bigpicture]

    martedì 22 novembre 2011

    Che meraviglia la Terra…

    There’s still time! The deadline for entries for this year’s National Geographic Photo Contest is November 30. Photographers of all skill levels (last year more than 16,000 images submitted by photographers from 130 countries) enter photographs in three categories: Nature, People and Places. The photographs are judged on creativity and photographic quality by a panel of experts. There is one first place winner in each category and a grand prize winner as well. The following is a selection of 54 entries from each of the 3 categories. The caption information is provided and written by the individual photographer. –

    via National Geographic Photo Contest 2011 – The Big Picture – Boston.com.


  8. La nostra vita online e offline / Lorem Ipsum² [emmebi.blogspot.com]

    mercoledì 16 novembre 2011

    Niente da fare. La bella tivvù, quella più interessante, la fa ormai solamente la gente che gira su internet…
    Questa volta provo a fare un excursus di tutte quelle situazioni in cui si scavalca la linea immaginaria tra vita offline e online, fino ad arrivare all’inevitabile corto circuito identitario.

    L’inizio è volutamente trash, poi dopo il livello dovrebbe salire.

    Dura poco più di dieci minuti.

    Buona visione.

    viaEmmeBi [un blog leggero].


  9. Cosa stavo facendo quando Berlusconi se ne è andato

    domenica 13 novembre 2011

    Nella nostra storia, o perlomeno nella mia personale percezione all’interno della nostra storia italiana, quella di ieri è stata collettivamente vissuta come una giornata di rottura, di consapevolezza, di passaggio. Lo dimostra il fatto che in questi giorni la politica occupava le frasi di persone  che solitamente non si spingevano oltre “La politica? Tanto rubano tutti…”, “Tanto sono tutti uguali” e  - la mia preferita – “Tanto non cambia niente”.

    Quel  misto di tensione, emozione e preoccupazione era diffuso e percepibile in maniera trasversale e indipendente dalla posizione politica. C’è chi dice che questo è un nuovo 25 aprile. Non lo so, ma sicuramente il rito collettivo che ne è venuto fuori lo carica di significati. Ce ne ricorderemo come fanno in america con il 22 novembre?

    Spero che sia veramente un cambio di era per tutti noi. Che questi 17 anni non siano passati invano. Intanto cominciamo con il mettere un punto.

    Quando si è dimesso Berlusconi, c’erano Teo, Donda, Dario, Martina e Matilde a cena. Il menu era crostini di polenta con funghi ed al radicchio, crema di zucca al gorgonzola e pollo alle erbe con patate aromatiche. Avevamo il computer acceso con lo streaming di SkyTg24 e appena arrivato il momento ci siamo alzati e siamo corsi in soggiorno a guardare il momento in televisione. Su RaiUno c’era Fabrizio Frizzi. Le bambine ballavano e urlavano “Buffone… Buffone…”.


  10. Ma il mio partito è differente… [www.senzaaggettivi.net]

    venerdì 11 novembre 2011

    Oggi, la cosa più facile da fare è lasciare che altri facciano il lavoro sporco, aspettare qualche mese, mentre un governo tecnico senza colori particolari, costringerà l’Italia ai sacrifici e ci farà arrabbiare e imprecare[...]. La cosa più facile è fare i puri e starne fuori.

    via Ma il mio partito è differente.. | senza aggettivi.

    Mi viene in mente quel modo di dire tra montanari che, davanti ad una montagna dicono “Esiste sempre una via più semplice ed una più bella.“.

    Non so se è il mio partito, il PD, però con alcuni pezzi della sua base sono spesso molto d’accordo.