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‘Eco&Equo&Solidale’ Category

  1. On the impracticality of a cheeseburger. [www.waldo.jaquith.org]

    dicembre 12, 2011 by M

    Interessante riflessione “laica” sul cibo, sul cibo “industriale, sulle sue differenze e sui suoi perché.

    There’s some fundamental good in eating honestly, I think. Of knowing where your food comes from—raising it yourself, when you can—and trying to eat foods that could theoretically have existed a century ago. But you can’t take that but so far, or else the whole thing breaks down. As Carl Sagan wrote in Cosmos, “If you wish to make an apple pie from scratch, you must first invent the universe.”

    via Waldo Jaquith – On the impracticality of a cheeseburger..


  2. Di quelle idee che bisognerebbe copiare

    dicembre 7, 2011 by M

    Un’esperienza di socialità e di collaborazione che sta gradualmente diffondendosi anche nelle nostre città: ecco cosa sono gli orti e giardini condivisi, degli appezzamenti di terreno spesso lasciati incolti e abbandonati per anni, che riprendono vita e tornano ad essere produttivi e rigogliosi grazie all’iniziativa spontanea dei cittadini.A differenza dei “tradizionali” giardini pubblici, gli orti e giardini condivisi vedono i cittadini protagonisti in prima persona: non solo nella veste di fruitori ma, soprattutto, in quella di creatori e di gestori. Il comune denominatore di queste iniziative è pertanto il loro indubbio valore sociale, che si concretizza nellacreazione autogestita di un nuovo spazio pubblico aperto a tutti, con il risultato di far entrare le persone in contatto tra loro e di favorire la collaborazione, il dialogo, lo sviluppo di attività all’aperto e il perseguimento di obiettivi condivisi. Nella realtà spesso dispersiva e anonima di una grande città, dove capita di conoscersi appena pur abitando a pochi metri gli uni dagli altri, non si tratta di un fatto di poco conto. Tanto più che la condivisione di uno spazio verde permette di riscoprire pratiche ambientali ed economiche improntate alla sostenibilità e al rispetto della natura.

    via Zappata Romana: orti e giardini condivisi della capitale. Intervista ai promotori, Luca DEusebio e Silvia Cioli.


  3. Germogli che passione! Ecco perché mangiarli e come coltivarli [www.greenme.it]

    novembre 9, 2011 by M

    Per tutti quelli che d’inverno sono costretti a trasformarsi da contadini di città a contadini d’appartamento.

    Sento parlare spesso di centrifugati di carote e frutta esotica per avere uno sprint di vitamine, sali minerali e altri elementi importanti per l’organismo ma quasi mai  si parla dei germogli. Perché? Perché forse è troppo facile averli freschi tutti i giorni? Perché forse spendere decine di euro per frutta improbabile e che arriva da migliaia di Km di distanza è più chic!?

    via Germogli che passione! Ecco perché mangiarli e come coltivarli.

    Il metodo è divertente e economico, anche se bisogna impazzire un po’ per essere sicuri che vengano bene. Sicuramente meglio di quelli tedeschi di questa estate.


  4. Come costruire una cantina sotterranea fai-da-te per conservare frutta e verdura [www.greenme.it]

    novembre 3, 2011 by M

    Apparentemente non serve molto spazio: da verificare la tenuta alle temperature medio-alte.

    Una volta raccolta la frutta e la verdura dal vostro orto, per difenderla dal freddo, o prima che gli ortaggi acquistati rischino di marcire, potete sfruttare un deposito sotterraneo per ortaggi fai-da-te, creato scavando una buca nel terreno ed inserendovi un contenitore per rifiuti in metallo o ancora meglio, una botte in legno.

    Dovrete inserire il corpo del contenitore nella sua quasi totalità, lasciando fuori soltanto qualche centimetro. Attorno alla zona dove andrà il coperchio, lasciando un po’ di spazio, innalzate – tutt’attorno – una sorta di barriera di terra che funga da protezione dall’acqua, protezione che andrà circondata – all’esterno – da un canale di drenaggio. Concludete con un telo anti-pioggia sulla parte superiore.

    via Come costruire una cantina sotterranea fai-da-te per conservare frutta e verdura.


  5. 7 modi in cui la Grande Distribuzione potrebbe ridurre i rifiuti [www.greenme.it]

    novembre 3, 2011 by M

    Da ricordare sempre…

    In particolare, Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum hanno riassunto in 7 punti le possibili soluzioni da adottare per ridurre i rifiuti provenienti dalla grande distribuzione, e non solo:

    1) Ridurre drasticamente il consumo di sacchetti monouso nel reparto ortofrutta cui verrebbe affiancata una soluzione riutilizzabile, fornita ad esempio dall’iniziativa Mettila in rete, in cui il passaggio al riutilizzabile da parte dei clienti andrebbe incentivato con l’accredito di punti fedeltà o altri sistemi premianti;

    2) inserire nell’offerta attuale di spazzolini almeno un modello con testine intercambiabili con ricariche in confezione a parte. Ma oltre all’utenza occorrerebbe spingere i produttori a riconsiderare il loro assortimento a favore di questo genere di prodotti;

    3) ridurre l’overpackaging dei prodotti di gastronomia confezionati nei punti vendita. Ad esempio per i formaggi si può utilizzare solamente la pellicola trasparente ed eliminare gli inutili vassoietti che, una volta aperta la confezione vengono buttati poiché la confezione non è più facilmente richiudibile;

    4) chiedere ai propri fornitori di eliminare al più presto:

    a) i doppi imballaggi evitabili come le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo.

    b) gli imballaggi secondari come l’involucro che avvolge le due confezioni di caffè singole da 250 gr a marca Lavazza e altre marche. Basterebbe una grafica diversa sulle singole confezioni che evidenzi l’impossibilità di un acquisto separato;

    5) sostituire gli imballaggi a partire dalla private label in poliaccoppiato non riciclabile con imballaggi in monomateriale riciclabili. Anche se con questa soluzione non si evita il consumo di risorse in fase di produzione viene ridotta la percentuale di rifiuto indifferenziato, che è quello che incide di più e che determina i costi di smaltimento;

    6) mettere a disposizione in tutti i punti vendita un ampio assortimento di prodotti per la detergenza del corpo e della casa acquistabili alla spina o in formati concentrati;

    7) fare una regolare comunicazione per valorizzare le politiche ambientali intraprese. Le iniziative a carattere ambientale che richiedono la partecipazione dei consumatori necessitano di essere accompagnate da una comunicazione a lungo termine che ne promuova l’adozione con il supporto di sistemi premianti. Andrebbero attivati allo scopo tutti gli strumenti di comunicazione e di fidelizzazione che le insegne hanno a disposizione.

    via7 modi in cui la Grande Distribuzione potrebbe ridurre i rifiuti.