La Psicopolitica [www.wittgensgtein.it]

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Già…

L’ho letto in più posti, ma lo riprendo qui perché è un concetto molto rivelatore di come siamo ridotti: non l’Italia, non “il nostro Paese”, non “questi tempi”. Di come siamo ridotti noi, ciascuno di noi.

Sandro Bondi, sotto le pressioni che lo accusavano per il crollo di Pompei, ha dichiarato di “non meritare le dimissioni”. E in quell’idea che le dimissioni siano una punizione, non un atto di responsabilità, sta tutta l’infantilità capricciosa e insicura che ha invaso l’età adulta, quella che dovrebbe essere della matura sicurezza di sé, delle proprie capacità e dei propri errori. Altro che sindromi di Peter Pan e nuove generazioni incapaci di crescere: l’immaturità egoriferita e fragile ha travolto da tempo le classi dirigenti adulte e anziane, la trasparenza della loro vanità le rende ridicole, tutto di loro è insicurezza e bisogno di affermazione di sé, perennemente insoddisfatto. E non è che Bondi sia un caso particolare: ci sono fior di navigati ed esperti politici anche nelle leadership di sinistra ostaggi irrisolti delle stesse fragilità infantili, a cui reagiscono con aggressività e machismi traditori e imbarazzanti. E riguarda tutti noi, in misure diverse: guardatevi in giro, ed è tutta una competizione per sentirsi qualcosa, ai propri occhi o a quelli degli altri.

Ma per i leader non è una giustificazione: è un’aggravante. Quando anche i dirigenti, i modelli, gli uomini di responsabilità, fanno scelte dettate dagli stessi capricci di chiunque non sappia accedere a quei ruoli, forse è meglio che li lascino. E che noi torniamo a votare persone con gradi maggiori di maturità e serenità con se stessi: qualcuna in giro ce ne dev’essere.

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